Pagina:Antichi monumenti di Siracusa.djvu/42

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rono i Feaci; ma la comune, e costante opinione si è, che Tica fu dopo Acradina. Plutarco ci lasciò scritto: fortissima vero, ac pulcherrima, amplissimamque erat Acradina, quae quod in exterioribus urbis partibus murata extabat. Il numero de’ suoi abitanti non era meno d’un milione, che poi compresi quei delle altre tre città contavan due milioni; come abbiam dalle accennate Memorie dell’Accademia delle Iscrizioni, e Belle Lettere tom. X. dall’Opera de’ due inglesi Hume & Efssays v. I. p. 268. 435., e da molti altri Scrittori. Venne circondata di muraglie, della quale tuttora se ne vedono i vestigij dalla parte di mare, e di terra, o sia da dove era divisa dalle due Città di Tica, e di Napoli.

Acradina da levante, e tramontana era bagnata dal mare, da mezzogiorno dal porto piccolo, da ponente guardava la città di Tica, e Napoli. Principiava all’uscir d’Ortigia, che oggi corrisponde alla porta della fortificazione, chiamata S. Antonio, e Settepunti; indi girava per la spiaggia fino a Scala Greca, poscia voltava quasi direttamente per una strada, traversata da molte altre, che conducea fino alla Latomia, detta del Paradiso, e la dividea con Tica; da dove lasciando Tica infino al mare, veniva separando la stessa Acradina da Napoli, la quale strada estendeasi tutta in lunghezza quasi