Pagina:Antichi monumenti di Siracusa.djvu/48

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nici imperii esset. Rivolse Gelone re di Siracusa, le sue cure fin dal principio del suo governo, cioè dell’anno 485. all’avanzamento, e miglioramento dell’agricoltura nel suo vasto Territorio, travagliava anch’egli nelle campagne, per incoraggire i contadini. I stupendi, e ammirabili acquidotti di Siracusa, incavati prodigiosamente nella viva pietra in forma reticolare, furon sul principio opera di sì benemerito padre della patria, a fine di trasportar nelle campagne le acque del fiume Timbri, come ancora quelle del Lepa.

Cacciati i Cartaginesi nella seconda guerra Punica, cioè nell’anno 218., la Sicania, ch’era la più antica divisione, divenne provincia de’ Romani, restando l’altra parte, chiamata Sicilia, a Siracusa. Espugnata Siracusa nell’anno 212., il Senato di Roma fece nuova divisione in due provincie, cioè Syracusana, e Lilybætana. Ciascheduna di esse avea il suo Questore, quantunque ambedue fossero rette da un solo Pretore, il quale presedea in Siracusa, come la Metropoli di tutta la Provincia, col comando sopra il civile, il politico, e il militare. Che il Territorio di Siracusa dalla parte settentrionale allungavasi infino ad Asaro, anzi al monte Ereo, da dove avea origine il fiume Crisa, che poi passa vicino ad Alfano, ricavasi da Vibio