Pagina:Antichi monumenti di Siracusa.djvu/49

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Sequestre, il quale avendo dimostrato, il Territorio di Siracusa verso mezzogiorno essere anche infino il fiume Eloro, mentre nel Catalogo de’ Fiumi lo chiama de’ Siracusani, dicendo: Helorus Syracusarum, a quo Civitas, vien poi ad asserire del fiume Crisa, e mostra il medesimo per la parte settentrionale, scrivendo: Chrysas Syracusis ex monte Heræo: questo lo avvertì il Gluverio, e perciò disse: Vibius in Catalogo Fluminum: Chrysas Syracusis ex monte Heræo. Ita scilicet, Elorum quoque amnem Syracusanum dixit; nempe quia Syracusanorum, e Cicerone act. V. lib. 4. Chrysas est amnis, qui per Assorinorum agros fluit. Diodoro Bibl. lib. 4. fa memoria ancora de’ monti Erei: sunt in Sicilia Heraei montes, quos amoenitate naturaque, et situ locorum peculiari ad recreationem, et voluptatem aestivam perquam opportunos esse dicunt. Non errò poi Vibio, come alcuni inavvedutamente sostengono, nello scrivere Chrysas Syracusis ex monte Heraeo; e che piuttosto dir dovea Anapus, perchè vicino Siracusa, senza riflettere, che Vibio chiamò il fiume Crisa di Siracufa, per essere dentro il Terriiorio di Siracusa, che confinava fino ad Asaro, 60. miglia lontano. L’agricoltura, figliuola della civile uguaglianza, e della pacifica popolar libertà, fu il principal fondamento della ricchezza de’ Siracusani, come ancora il commercio.