Pagina:Antigone.djvu/44

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ATTO TERZO. 259


D’osar sol’esse dispregiarla, e farsi
Una Sorella, ed una Sposa prime
Di lor Sesso maggiori?

Creonte.

          Odimi, Figlio;
Nulla celar ti deggio. O sia non sappi,
O tu nol vogli, o finga il pensier mio 30
Non penetrar finora aprirtel voglio.
Credei, sperai; che dico? A forza io volli,
Che il mio divieto in Tebe a infranger prima,
Sola Antigone fosse; e sì l’ottenni,
E rea s’è fatta; e omai l’inutil legge 35
Fia tolta.

Emone.

    Oh Ciel! Che ascolto? E a me tu Padre?...

Creonte.

Ingrato Figlio; o mal’esperto forse;
Che tal finor crederti più mi giova:
Padre i’ ti son; e se tu m’hai per reo,
Il son per te.