Pagina:Antigone.djvu/89

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304 A N T I G O N E


Gelosa cura serri? Un'urna?...Oh Cielo!
Cener del Fratel mio, funesto pegno,
Ma prezioso..- il riconosco: accosta
Quella sacra urna alle mie labbra. - Ancora
Delle mie calde lagrime bagnarti 30
Concesso m'è pria di morir!... Cotanto
I' non sperai.... Fratello, ecco l'estremo
Mio pianto; a te ben si dovea.- Benigno
Ti fù Creonte assai; gran dono è questo:
Or vanne lieta al tuo cammino, Argìa: 35
In Argo torna; al desolato Padre
Reca quest'urna: vivi, al Figlio vivi,
E a lagrimar sovr'essa; e fra il tuo pianto
Anco rimembra...Antigone...

Argìa.

           Mi strappi
Il cor....mie voci....troncano....i sospiri... 40
Io viver?....Tu....morte!...

Antigone.

           Ad orribil morte
Io vado. Il Campo, ove la scorsa notte