Pagina:Archivio Glottologico Italiano, vol. 1, 1873.djvu/56

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xlviii trascrizioni.

gradazioni (a tacer della necessità assoluta d’uno special segno per la sonora iniziale o finale), ci portano a trascrivere la sorda per ç, e la sonora per . Così: piaçér; piȧz̓e; me plaç; z̓éner genero, çéner cenere1. Anche adoperiamo ç e per rappresentare isolatamente queste due continue.

I suoni che restano (labiali; labiodentali; r, l), non ci domandano alcun particolare avvertimento, e raccoglieremo senza più il nostro sistema di consonanti, solo ancora premettendo questa dichiarazione tecnica: che una qualsiasi consonante è denominata, nel nostro discorso, scritto o mentale, per un monosillabo mascolino, il quale consta della consonante stessa, susseguita da un a breve. Scriviamo quindi: un p, lo š, un s, ecc., intendendo che si legga: un pa, lo sciȧ, un sa, ecc.

Momentanee
o
esplosive
Nasali Continue
o
fricative
Sorde. Sonore. Sorde. Sonore.
Gutturali: c (ca). g (ga). , ṉ̇. . ȷ̈.
Palatine: c̈, ć. g̈, ǵ. ń, [ñ.]
j, [l̃]
Linguali:
.
ṣ, š. ž; r.
Interdentali:


þ. đ.
Dentali: t. d. n. s (orso), ç. -s- (rosa),z̓, l.
Labiodentali.
Labiali p. b. m. f. v.




Chiudiamo con alcuni additamenti elementari, che in parte sono dichiarazioni più o meno necessarie di particolari spedienti o termini che qui si sono adottati, e in parte avvertimenti che facilmente si accompagnano con quelle dichiarazioni, e forse non saranno ugualmente superflui per tutti i lettori.

L’indagine storica intorno ai singoli elementi fonetici, richiede che si distingua di continuo la particolar posizione che ciascun d’essi oc-



  1. Questo modo è costante, in tutte le trascrizioni nostre proprie, per la sorda; per la sonora, è costante nel § 5.