Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 12 (1870).djvu/120

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116 vita di domenico cirillo

Pure, frugando sempre, mi venne fatto rinvenire fra i fratelli sacerdoti della giustizia, un diario compilato dal padre Castellamonte di Torino, il quale osava eruttare , senza serenità cristiana e sacerdotale, parole e note faziose, e fra le altro queste: Il famoso medico patriotta ostinatissimo.

Né il governo si contentò della morte: sequestrò e confiscò il secondo piano del palazzo e anche quattro stanze terrene, tre a sinistra dell’uscio di via ed una nel vicolo del teatro San Ferdinando; nè so come negli atti della confisca distesi dall’Olaj non si parlasse nè dell’orto botanico né del primo piano, dove erano altre due ampie sale, in cui il celebre uomo dettava le sue lezioni agli amorosi scolari1.

Nell’apoteosi che si voleva fare a quei grandi martiri della libertà, il Cirillo meritò il nome di Esculapio coll’epigrafe di Virgilio: .... Fleverunt saxa licei. Ed erano scorsi quasi venti anni quando nel 1818 Michele Tenore nella sua orazione inaugurale non potè, io credo, far punto menzione di Domenico Cirillo, tanto fu sempre il fare partigiano; e pure vi furono rammentati il Pinelli antichissimo, l’Imperato e il Maranta.

Ma dopo trentasei anni, quando pareva che Ferdinando II non si sdegnasse della memoria degli uomini politici, il professore Giuseppe Antonucci volle erigere

  1. Notamento de’ beni confiscati ai rei di Stato, pubblicato in Napoli il 6 di maggio 1800. Le bozze originali furono scritte per mano del razionale della corte Francesco Olaj.
    « Domenico Cirillo - case - quattro bassi, tre a sinistra del portone, e l’ultimo nel vicolo del teatro San Ferdinando, col giardino in piano di detta casa, ed il secondo appartamento nobile del palazzo sito nella contrada di Pontenuovo, dalli quali membri per soli due bassi si nota l’affitto di annui ducati 14, 50.
    «Il dippiù tutto saccheggialo, anche le porte, finestre e ferri.
    «Una casa palaziata, sita nel casale di Grumo, consistente in un quartino matto; un appartamento nobile e una stanza superiore trovata saccheggiala, anche li pezzi d’opera e li ferramenti.
    «Il Casa conticua (così) alla suddetta casa palaziata, affittata a diversi per annui ducati 27».