Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 12 (1870).djvu/78

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74 bona di savoia

riato dal Moro, il quale fece circondare di guardie lei colle sue damigelle, tra le quali noto una tal Beatrice piemontese.

Nel 1493 essendo stata non poco inferma, ebbe a dimorare alternativamente a Vigevano, Abbiategrasso e Milano, sempre però coll'accompagnamento di persone devotissime a Ludovico, e nell’anno successivo dovette esperimentare la più grave delle sciagure per una madre , essendo, dopo lenta malattia, morto il suo figliuolo Gian Galeazzo nel castello di Pavia, non senza sospetto di veleno. Fra i pochi che poterono assistere l’infelice principe, notasi Bona, a cui Ludovico aveva conceduto di compiere all’atto pietoso.

Spento il misero duca, Bona passò di nuovo in Francia , come rilevasi dai documenti pubblicati dal cav. De Rosmini nella sua istoria di Milano: il Morbio poi prova pure che il 21 gennaio 1499 l’oratore del duca in Torino scriveva a Ludovico, in nome del suo principe, per raccomandargli Bona che trovavasi a Lione, onde venisse assistita nel suo passaggio a Torino.

È da questo punto che partono le nostre indagini sugli ultimi anni e sulla morte di Bona, corroborate, come fu detto, dai nuovi documenti ritrovati.

Pompeo Litta nelle sue Famiglie illustri italiane scriveva che Bona moriva intorno al 1494, nel che fu tosto contraddetto dal Rosmini; il quale coi documenti Trivulziani provò esser essa nel 1496 in Ambuosa, nè guari appagata del Cristianissimo. Questo scrittore confessa indi di più non conoscere i casi di Bona. Più fruttuose furono le ricerche del Morbio, che scoprì, nel 1499 essere ella a Lione, come fa osservato. Il nostro S. Tommaso poi, che già aveva formato obbietto delle sue ricerche questo punto, ripigliollo nel 1838, ed a guisa del Morbio opinava che, compiendosi simili ricerche nella Francia, si sarebbe avuto prospero successo. Dunque credevasi che Bona avesse chiuso i suoi giorni al di là dell’Alpi. Più rimarchevoli