Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 12 (1870).djvu/196

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192 rassegna bibliografica

imperatore dona alla Chiesa Cremonese una terra presso quella città, facente parte della corti di Sespila.

Di Monza, 26 dicembre 918; di Berengario re anno XXVIII, imperatore IV1.

Ippolito Cereda trascrisse il documento da! codice pel vescovo Sicardo, nell’archivio civico di Cremona.

9.° Ugo re conferma ad Orso doge dei Veneti, chiedente per mezzo di Giovanni Fabianico e di Stefano Coloprino suoi legati, i possedimenti dei Veneziani nell’ambito del regno, come essi aveangli per convenzione coi Greci ai tempi di Carlo. Il re fa altre concessioni ai Veneti, tra le quali quella della moneta, come la ebbero dagli antichi tempi.

Di Pavia, 25 febbraio 927; di Ugo re anno primo.

I1 documento trascrisse Cicalek dal Liber blancus in Venezia, trasmittente al Dümmler il Sickel.

10.° Ugo re, per intercessione di Berengario marchese, conferma a Pietro abbate del Monastero di S. Pietro in Ciel d’oro presso Pavia, i tenimenti di quel sacro luogo, al quale altre concessioni fa, e singolarmente quella del diritto di elezione dell’abbate secondo la regola di S. Benedetto e della esenzione da qual sia carico anche fiscale.

Di Pavia; 12 marzo 927: di Ugo re anno III.

Il Berengario marchese fu più tardi re.

11.° Ugo re, a preghiera di Sigifredo vescovo (di Parma) e regio consigliere, prende in protezione la chiesa dei SS. Antonino e Vittore di Piacenza, perchè la immunità dei beni di essa sia rispettata, concedendo ancora che ne sia provata la consistenza, in caso di controversia, con prove testimoniali. Ciò tutto in conferma di quanto già concedette la diva memoria di Carlo Augusto, e con ingiunzione che le carte legittime arse dal fuoco o perdute si ripristino come non arse, in grazia della regia autorità.

Di Pavia 17 aprile 931; di Ugo re anno V.

L’originale è nell’archivio del capitolo di S. Antonino, copiato pel Dümmler da chi scrive questi cenni2. L’atto è importante per essere l’ultimo conosciuto di re Ugo solo. Il diploma di Carlo (III), che è qui confermato da Ugo, è probabilmente quello dell’881 pubblicato dal Campi (Stor. eccles. di Piacenza, I, 225, 460).

  1. Il XXVIII anno del regno di Berengario non corre coll’anno 918, ove non s’intenda che il regno di lui durò 28 anni fino al 915 e che l’impero, cominciato nel 9115, durava da quattro anni nel 918.
  2. Una breve nè troppo importante lacuna fu ottimamente riempiuta da Dümmler.