Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 12 (1870).djvu/210

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206 scrittori tedeschi

scuola fiorentina del Quattrocento dall’Ucelli al Ghirlandaio e Cosimo Boselli, e all’arte umbro-fiorentina, Piero della Francesca, Melozzo, Palmezzano, Giovanni Santi. In appendice al II vol. trovasi ristampato il Memoriale di Francesco Albertini del 1510.

DANTE. Alla letteratura dantesca spettano i seguenti opuscoli e memorie:

Delff, H. Dante A. und die Göttlische Comödie. Lipsia, 1869, 8vo.

Grieben, H., Dante in Holland. Colonia, 1867, 4lo.

Hultgren, Rede über Dantes Karakter. Programma ginnasiale. Lipsia, 1860, 4to.

Mussafia, A., Ueber Dante A., Nella Ostreich. Wochenschrift, 1865.

Nosti, G. E., Sopra D. A. e sul concetto della D. C. Dresda, 1866, 8vo.

Paur, Th., Francesca da Rimini und ihre Verwandtschaft. Nel Neues Lausitz. Magazin, vol. XLIV. Görlitz, 1867.

Raab, Fr., Ein Maitag. Poema pel Centenario. Trieste, 1865.

Schanz, Julius, Zur Dantefeier. Dresda, 1865, 8vo.

Schneider, C. F., Ueber den Reim in D. Div. Comm. Bonna, 1869, 8vo.

Thaulow, G., Rede zur Feier des boojahr. Geburtstages D. A. Discorso pronunciato nell’Università di Kiel nell’Holstein, 1865.

Della traduzione della D. C. di Philalethes si è pubblicata una ristampa in sesto minore dell’ediz. 1863-66. Lipsia, 1869. Escono alla luce nel presente momento due nuove versioni, di W. Krigar con introduzione di Carlo Witte e coi disegni di G. Dorè, Berl. 1870, e di F. Notter (i due primi canti, Stuttg. 1869). Nuova versione dell’Inferno di R. Baron pubblicossi a Oppeln in Silesia 1870.

Il 5 canto dell’Inferno venne tradotto ed illustrato nell’opuscolo: Dantes Hölle der Verliebten. Teutsch gereimt mit einigen Bemerkungen und einer Belegstelle aus dem Roman du Lancelot von Dr . R. Minzloff. Annover, 1870, 8vo.

Per ciò che spetta all’asserzione riprodotta da vari giornali di Milano, Napoli, ec, doversi cioè al re Giovanni di Sassonia un’edizione del testo della Div. Comm. «a cui prese parte grandissima il Witte», pare quasi superlluo l’osservare che vi corre stranissimo equivoco, l’edizione berlinese del 1862 portando, siccome è noto a ogni dantofilo, il nome di Carlo Witte cui essa è dovuta, il re Giovaimi altro non avendo pubblicato fuorché la versione orora regi-