Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/162

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158 necrologie

e l’arte di Stato desunta dagli ordinamenti della Repubblica Fiorentina, stampato a Firenze nel 1862 dal Le Monnier, che fu accolto con molto favore dagli storici e dagli economisti, ma che aspetta sempre il secondo, col quale l’opera avrebbe dovuto avere il suo compimento. Nella prima legislatura del nuovo regno d’Italia, fu eletto il Canestrini Deputato al Parlamento Nazionale, in omaggio alle Provincie italiane non peranche sottratte al dominio austriaco, alle quali egli apparteneva. Ma la vita politica non era fatta per lui; ond’è che di buon grado accettò l’ufficio di bibliotecario della Biblioteca nazionale di Firenze, vacato per la rinunzia del professor Vannucci. La quiete di quest’ufficio gli diede agio di condurre a termine la stampa delle Opere inedite di Francesco Guicciardini, già cominciata qualche anno prima sotto la sua direzione, per generoso consiglio degli eredi dello Storico illustre; i quali bene provvidero affidando al Canestrini questo paziente lavoro, perchè egli nelle storie fiorentine versatissimo e nella lettura degli originali sicuro, seppe condurre l’impresa con onore degli editori e del loro grande avo. Questa stampa che al contrario di quanto suole avvenire nella pubblicazione delle cose inedite degli scrittori celebri, di tanto ha cresciuta la riputazione di Francesco Guicciardini, torna in lode del Canestrini che vi attese con grande impegno, e l’arricchì di prefazioni e di note sufficienti, senza quel sopraccarico di erudizioni affastellate, che tenta l’ambizione degli editori volgari.

In questa sommaria enumerazione delle cose fatte dal Canestrini per l’avanzamento degli studi storici, è compendiata la vita di lui, che non ebbe altra esplicazione fuori del campo delle lettere. Egli visse modestamente del frutto dei suoi lavori, qualche volta rasentando la povertà, ma sempre tirò avanti con molta fortezza d’animo senza pretensioni e senza lamenti. Visse celibe, e di questa sua condizione solitaria sentì i vantaggi e i danni; perchè se gli fu comoda per avere libertà