Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/227

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delle antiche relazioni ec. 223

che io fui costretto quasi a comporlo ad arte, collegando fatti disparati e sconnessi raccolti da una moltitudine di libri e di documenti. Laonde se i miei pochi lettori vedranno accennati appena alcuni notevolissimi avvenimenti e ricercati e spiegati con ogni studio certi minuti particolari, sappiano che a ciò mi conduce il proposito di non ripetere nuovamente, per quanto è possibile, ciò che da altri è già scritto, e la brama di circoscrivere e di svolgere compiutamente il mio tema.

[Dieta generale in Ravenna nel 1232.] E per questo ricorderò appena come l’anno 1232 rimanesse lungamente memorabile per Ravenna dove Federigo II tenne la Dieta generale del Regno, la quale per la festa d’ognissanti fu indarno convocata, giacche i Lombardi confederatisi novellamente contro all’imperatore vietavano il passo ai principi dell’impero, e soltanto alcuni pochi, mutate le vesti, per non guardate vie poterono giungere a Ravenna. Ivi finalmente in sul Natale fu aperta la Dieta con quella pompa che si potè maggiore, e Federigo vi comparve con la corona in capo.

E mentre con Ezzelino da Romano e con Salinguerra da Ferrara, capi de’ ghibellini, si andava consigliando come resistere a questa seconda lega delle città lombarde e riceveva ambasciatori da molte città di parte guelfa, il popolo ravennate dilettavasi, siccome narra il Sigonio, nel vedere i leoni, le tigri, l’elefante, i cammelli e gli altri sconosciuti animali che l’imperatore avea condotti per rallegrare la moltitudine convenuta nella città. E da Ravenna la prima domenica di quaresima salpò Federigo per Venezia, ed interrogato poi nel partirsene qual cosa gli fosse sembrata colà più meravigliosa, si conta che rispondesse: «Lo avere trovato i «principali cittadini ed i più semplici popolani tutti di «un cuore e di una volontà». Nuovo spettacolo a quei giorni in città italiana! Ed ai Veneziani confermava gli antichi privilegi nel territorio dell’imperio, e di nuovi ne accordava ne’ suoi regni di Puglia e di Sicilia.