Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/252

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IL PRINCIPATO DI SEBORCA E LA SUA ZECCA


lettera


AL CHIARISSIMO COMMENDATORE DOMENICO PROMIS


Bibliotecario di S. M. il Re d’Italia





Egregio e riverito Signore,


Alla memoria che l’erudito conte Giulio Cordero di San Quintino pubblicava intorno alla zecca di Seborca su’ suoi Discorsi sopra argomenti spettanti a monete battute in Italia dal secolo XVI al XVII, avendo V. S. chiarissima fatto seguire, non ha guari, nel Tomo V della Miscellanea di storia italiana l’illustrazione d’altra nuova moneta seborchina, e parendomi che ad avere un’accurata monografia di questo microscopico principato, che l’interesse d’astuti monaci fece sede d’una zecca, si desiderassero ancora notizie fin qui non pubblicate e si correggessero pure non poche inesattezze che la lontananza del luogo e l’estrema povertà degli archivi avea reso inevitabili, mi sono fatto ardito di mettere al suo indirizzo questa lettera, fiducioso che ed in grazia dell’argomento e per l’affettuosa parzialità sempre usata verso chi la scrive, vorrà riguardarla come la benvenuta.