Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/275

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rassegna bibliografica 271

Carlo, dato da Roma il dì 8 di luglio 1265, nel quale si concedono molti privilegi ed immunità alla città e ai cittadini di Benevento; e vi si dice che il re intende con questo di fare atto di reverenza verso l’autorità del pontefice, che s’era riserbata quella terra in pieno e assoluto dominio; e di volere, dopo le vessazioni e le stragi che le avevano fatto patire i nemici della chiesa, ricondurla a un’era nuova di tranquillità e di libertà. E pochi mesi dopo empivala di morte, per dispetto della sua indipendenza dai regi dominii.

Giova fermarsi sopra altri documenti, non prima editi, che concernono i fatti della battaglia di Benevento. È noto che Manfredi, nell’ora del pericolo, fu abbandonato da gran parte dei suoi baroni; e tra questi si cita, con nota d’infamia, Riccardo conte di Caserta cognato del re, il quale, avendo a guardare insieme col conte Giordano, il passo di Ceprano, lo lasciò superare senza resistenza dall’esercito francese. Il signor Del Giudice (II, pag. 6, 7) non crede al tradimento del Caserta, e adduce come validi argomenti a sostenere la sua opinione, la confidenza posta da Manfredi nel conte, creandolo in quei supremi momenti capitano generale del Regno di qua del Faro; il non trovarsi nella nota dei luoghi fatti munire e fortificare da Manfredi (II, 1) il passo di Ceprano ( cosicché pare da dedursi che ivi il re non avesse ordinato di fare resistenza); e il trattamento crudele che il nuovo re fece di Manfredina madre di Riccardo e del figliuolo di lui Corrado, morti di sofferenze nelle carceri (II, App. 12, 15, 1G). Sui quali fatti non mi par bene esprimere ora alcun giudizio, mentre il signor Del Giudice promette di pubblicare quanto prima intorno ai medesimi un’ampia dissertazione storica: solo dirò ch’essi non mi sembrano finora di tal peso, da chiarire in modo certo l’innocenza di Riccardo. E vuoisi notare anzi tutto che nel documento 1 del voi. II, più volte citato, se non è fatta menzione del passo di Ceprano tra i luoghi fortificati, si parla bensì d’una spedizione d’armi e di munizioni al conte di Caserta in San Germano, onde si desume ch’egli aveva specialmente in custodia questa terra; la quale sarebbesi potuta sostenere con apparecchiata difesa, se l’avere lasciato libero ai Francesi il passo di Ceprano, non avesse reso loro possibile di coglierla con subitaneo assalto alla