Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/397

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

ossia labirinto d'amore 391

tutto ciò che venne a nostra notizia. Riprendendo il cammino verso la via maestra, giungemmo a Fossato, castello distante sei miglia da Nocera».

Non vorrei far torto al mio connazionale, ma confesso l’intera relazione muovermi il dubbio, che qui non si tratti di cosa veramente al medesimo accaduta, ma di qualche racconto fattogli chi sa dove, e da lui confusamente ripetuto. La descrizione accenna al monte di Norcia, dal nostro Alemanno forse sbagliato con Nocera nelle cui vicinanze non v’è traccia di luoghi detti Arieet e Norde, nomi sotto i quali possibilmente nascondonsi quei di Rieti e dell’istessa Norcia. Due circostanze però m’impediscono di cambiare in certezza il dubbio. Il paragone tra le grotte descritte e quelle di Falkenberg (Fauquemont) sul confine tra Prussia ed Olanda, e le vastissime del monte San Pietro presso Maastricht (Traiectum ad Mosam), farebbero credere che si tratti di cosa veduta coi propri occhi. Ma nell’istessa relazione incontriamo altre descrizioni evidentissime, senza poter affermare il nostro viaggiatore essere stato testimone oculare. L’avere esso, dopo passato Nocera, abbandonata veramente la strada maestra, spiegherebbe il di lui silenzio riguardo a Gualdo, borgo posto tra Nocera e Fossato, e l’errore occorso nella relativa distanza di questi due castelli, mentre in generale egli è molto esatto nell’indicare luoghi e distanze. Risulta dalle cronache perugine non essere mancate streghe a Nocera, ma esse forse non saranno mancate a qualsiasi luogo d’Italia.

Con questo pongo fine ai presenti cenni. Sarò lieto se ad essi toccherà la sorte d’invitare un erudito italiano ad occuparsi di un argomento, il quale non si potrà pienamente illustrare se non col diligente confronto delle tradizioni locali. Basta a me l’aver indicata la connessione, in cui le medesime, mantenute vive nella letteratura italiana ancora, stanno coi miti germanici. La tradizione del monte di Venere mi pare merite-