Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/425

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fra venezia e ravenna 419

Ricominciarono le contese, ed alla perfine si venne alle mani; i Veneziani furono vincitori, e nel 1261 con una novella concordia mutarono in novelli diritti quanto pare già avessero fatto contro ragione.

[Concordia del 1261 tra Ravennati e Veneziani.] Infatti il 4 marzo 1261 al cospetto del doge Ranieri Zeno si convenne:

Che il Comune di Ravenna avrebbe permesso ai Veneziani di fabbricare un castello nel distretto di Ravenna presso Capo d’Orzo e di tenerlo per cinquant’anni, dopo i quali il castello sarebbe abbattuto, ed il terreno restituito al Comune di Ravenna, a ciò obbligandosi il Comune di Venezia sotto pena di mille marchi d’argento.

Che i custodi mandati dai Veneziani avrebbero avuta facoltà di togliere le merci e di incarcerare chiunque andava e veniva di Ravenna contro il disposto di questa concordia: ma se il contravventore era ravennate, non sarebbe messo in prigione: simile diritto avrebbero i Ravennati; ma se il contravventore era veneziano gli avrebbero prese le merci, ma non l’avrebbero punito col carcere.

Che se un nemico entrando nel territorio di Ravenna per recar danno agli abitanti, fosse passato pei luoghi dove stavano le guardie dei Veneziani, queste avrebbero dovuto difendere i Ravennati a tutto potere, i quali alla loro volta avrebbero contrastato il passo a chiunque avesse voluto andare ad offendere le guardie dei Veneziani o il loro castello.

Che i Veneziani non avrebbero eretto alcun altro castello nel territorio di Ravenna.

Che i Ravennati si sarebbero obbligati a non ricevere ed a vietare il transito alle merci che passassero per il Po, per le valli o per il loro porto senza licenza del doge di Venezia. Che però avrebbero potuto i Ravennati condurre ogni anno per le acque del Po senza alcuna gabella, sessantamila libbre di ferro per mille