Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/500

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494 concetto storico, civile e morale

movente dagli enti che ricevono l’impressione. C’è uno spirito che intrinsecamente alimenta le cose1: una mente che, infusa alle membra, dà vita alla intera mole, si mesce al gran corpo, non si confonde con esso. Ciascun ente è detto tibi tenues nascentem arcessere vitas2; sin l’anima delle bestie è un che più sottile della materia; ma in quella dell’uomo è da riconoscere Aethereum sensum atque aurai simplicis ignem3. Abbiam qui la parola che in accezione contraria a composto e a corporeo presceglie la più spirituale e più religiosa filosofia. Onde il cristiano poeta: Sustanzia e accidente, e lor costume. Tutti conflati insieme per tal modo Che ciò ch’io dico è un semplice lume. La forma universal di onesto nodo Credo ch’io vidi... Un punto solo4.... e in altro rispetto la medesima immagine: Da quel punto Dipende il cielo a tutta la natura5.... dentro a quel punto A cui tutti li tempi son presenti6.

Ritornando a Virgilio, il panteismo esposto da lui fa che le parti corporee si risolvano, ma tornarsi l’anima alle stelle, Secondo la sentenzia di Platone7; e quel che Dante traduce tornarsi, nel latino rendersi, riferirsi, viva volare sideris in numerum8. Numerato, per rimanere distinto, ogni cosa. Ho detto che tale è il Panteismo esposto da lui, quidam dixere; ma a me non pare illecito il credere che più alto ancora volasse l’ispirata sua mente, e che almeno col desiderio si creasse qualcosa ancora più semplice e puro.

Ella ben nota di quanto sapienti bellezze sia in lui fecondo il far la natura quasi persona conscia a se stessa di sè: e di qui vengono quelle tante locuzioni che nelle Georgiche segnatamente, ma in tutta più o meno la sua dicitura, infondono sentimento e ragione alle cose; locuzioni le quali sono una creazione continua, tanto più originalmente potente quanto

  1. E. 6.
  2. G. 4
  3. E. 6.
  4. Dant. Par. 33.
  5. Ibid. Par. 28.
  6. Ibib. Par. 17.
  7. Ibid. Par. 4.
  8. G. 1.