Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/529

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della poesia di virgilio 523

ga pensatamente di suo, per l’intrinseca necessità del soggetto, non per ismania d’apparire; vedrebbesi come quel ch’egli aggiunge, non sia appiccicato di fuori, ma formi col tutto una vita; come il fare di lui sia d’artista vero, non simile alla maniera de’ romanzieri e de’ drammaturghi moderni, che rinzeppano invenzioni di natura diversa per comporre quel ch’essi chiamano un intreccio, a pascolo di passione animale o di sterile curiosità. Riguardando poi la medesima norma nel suo aspetto ben più rilevante, dovrebbesi considerare e in Virgilio e ne’ grandi artisti suoi pari, e nella coscienza e nella mente de’ popoli, la successione e trasformazione più o meno manifestamente graduata delle tradizioni religiose e sociali, de’ simboli e delle fantasie, delle immagini rappresentate nel linguaggio per mezzo di uguali e differenti locuzioni e vocaboli; considerare come i medesimi concetti si siano via via venuti dividendo o congiungendo, restrigendo o ampliando, ingrossando o affinando, deprimendo o sublimando co’ tempi. E quando dico, trasformazione più o meno manifestamente graduata, non intendo di que’ materiali passaggi per cui certuni che intitolano sè scienziati si vantano di scoprire e brancicare gli anelli i quali congiungono i corpi inorganici cogli organici, la pianta colla bestia, e coll’uomo la bestia; se ne vantano facendo gratuitamente agli uomini dono della bestialità, aiutandosi a forza di fantasticherie, di romanzi prosaici, di congetture asseveranti con franchezza stupenda cose accadute migliaia di secoli fa, di profezie che dovranno avverarsi dopo migliaia di secoli. Intendo di quelle graduazioni che sono a noi comprovate dalla deduzione raziocinante, fondata sopra le leggi dell’umana natura qual’è, sopra le osservazioni del presente universo, sopra i documenti storici, sopra i monumenti o attestati da autorità irrefragabili, o sulla terra visibili tuttavia. Questa graduazione ch’io dico, prova il contrario di quel che si sforzano a sognare costoro, impotenti, nonchè de’ raziocini i, de’ sogni; prova che ne’ più prossimi e piani passaggi da concetto a concetto e da consuetudine a consuetudine ha luogo la virtù dello spirito trascendente l’inorganica natura, e l’organica; lo spirito che non va come rettile nè