Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/9

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nel medio evo 5

fuerint illatae, sive super possessione vel dominio, vel hypotheca, seti super servitutibus; vel pro aliis quibusdam causis, pro quibus hominibus inter se litigandum est (exceptis tantummodo causis quae ad Jus fiscale pertinent, vel quae ad publicas respiciunt functiones) non ultra triennii metas, post litem contestatam, esse protrahendas, sed omnes Jvdices sive in hac alma urbe, sive in provinciis majorem vel minorem peragant administrationem, sive in magistratibus positi, vel ex aula nostra dati, vel a nostris proceribus delegati, non esse eis concedendum ulterius quam triennii spacio extendere. Hoc etenim judicialis magis esse potestatis, nemo est qui ignoret. Nam si ipsi noluerint, nullus tam audax invenitur, qui possit, invito Iudice, litem protrahere. Acciò poi tali disposizioni non fossero di leggieri deluse, inflisse il sagace imperatore gravi multe pecuniarie ai giudici, agli avvocati e ad altre persone, le quali avessero impedito il disbrigo della lite nel triennio1.

IV. Quanto tempo una legge sì provvida sia stata in osservanza, io noi saprei dire; certamente, siccome era troppo contraria agl’interessi di quelli che ne dovevano essere gli esecutori, crederei, che ben presto se ne sia andata in disuso. In ogni modo sopravvennero poco dopo in Italia nuovi legislatori, che nuova forma di procedere ne’ giudizi introdussero2. I Longobardi, che nella loro barbarie avevano molti ordini, i quali barbari senza dubbio non si possono appellare, v’introdussero le loro costumanze, ossia consuetudini, colle quali ne’ loro paesi si reggevano. Incivilitisi quindi nel nostro clima, e tali divenuti che di barbari altro più non avevano che il nome3, ridussero in iscritto, quanto per lo innanzi osservavano soltanto per consuetudine, e formarono un nuovo codice, a cui dessi uniformaronsi, mentre però lasciavano agli originari italiani la libertà di seguire le leggi romane4.

  1. Leg. XI. Cod. de Judiciis.
  2. La Leg. properandum fu promulgata nel 530, e nel 568 i Longombardi incominciarono ad invadere l’Italia.
  3. Stor. Fiorent., lib. I.
  4. Muratori, R. I. S., Tom. I. Part. II; Ant. M. Ae. Tom. I et II.