Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/104

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84 la loggia di or' san michele

Maria di Moisè tiene il salterio
Su nella volta, e non sanza misterio;
Iudith, Hester e Ruth l’accompagnano:
Per gran virtù quel loco si guadagnano.
Le terze volte e prime su Io introito
Di legge di natura fia raccolito.
Là fia Adamo in una volta pristino,
Et Habraamo et altri, s’io ben distino:
Eva e Sara et altre due isplendide
In quella sesta volta fian ostendide:
Negli archi atorno l’ordine mostrandolo
Degli altri Santi fia seguitandolo;
Ne’ due archi maggior, s’io ben concipio,
Sera d’Adam e d’Eva il lor principio.

E finisce il suo dir metrico con queste parole:

E questo tutto ò così disposito
Perchè ciascun ne sia sappia il composito1.

Ma anche il padre Richa2 desidera che si sappia il composito e nomina dei Santi, molto diversi però da quelli nominati dal Sacchetti: e nemmeno gli annoverati dal Vasari3 corrispondono con quelli celebrati nei versi del Sacchetti. Il barbaro pennello dell’architetto del Rosso li nascose tutti sotto un intonaco, inmodochè noi non siamo in grado di pronunziare un giudizio fra questi dotti antagonisti, perchè il pittore Gaetano Bianchi, che incominciò il meritorio lavoro di disseppellire queste pitture, non potè, per ragioni facili a indovinarsi, proseguirlo.

I versi del Sacchetti fanno menzione di molti Santi, ma non fanno nemmeno parola della miracolosa immagine - quindi alla fine del secolo XIV non esisteva più. - Ma

  1. Memorie originali italiane. Bologna; R. Biblioteca Laurenziana; Mss, Asburnham., N.° 574. Rime di Franco Sacchetti,
  2. G. Richa. Op. cit., p. 26.
  3. G. Vasari. Op. cit. t. I, pag. 536 e p. 670.