Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/133

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del nome « napoleone » 113

prezioso per la sua lucidezza è Marchio (giova non uscire dalla forma latina), che oltre a dire sovrastante della marca1, vale anche «marchigiano», e quand’anche fosse voce che non s’incontrasse in volgare, dimostrerebbe pur sempre, con quali attitudini il suffisso vivesse nelle coscienze dell’età di mezzo2.

Si dirà forse che cotali raffronti non valgono per noi, in quanto vi si fa capo a un nome di provincia, non di città? - Subito sarà da rispondere che l’idea di tener separati i nomi che designino gli abitatori di un territorio vasto da quelli di un solo aggregato di case, è estranea al linguaggio. Una medesima terminazione ci dà Francese e Milanese, Italiano e Pisano, Marchigiano e Lodigiano, Angioino e Fiorentino, Savoiardo e Nizzardo, e sul tipo di Napolitano, Salernitano, Amalfitano, si fabbricò un tempo anche Calabritano3. Le differenze che qui s’hanno dipendono da tutt’altre ragioni che dalla coscienza linguistica. E il concetto che nel vocabolo si racchiude è sommamente elastico e obbedisce docilissimo alle vicende delle cose, sicché Romano cominciò a designare gli abitatori di un meschino villaggio, e finì per comprendere quelli di gran parte del mondo conosciuto in antico. Del resto, quando saranno stati raccolti gli aggettivi che l’uso reale parlato - e non lo scritto, troppo da esso diverso - deduce dai nomi di luogo, son convinto che parecchi -one si vedranno figurare lì dentro. Io intanto posso citare Montagnone per «nativo di Montagna», località sovrastante a Sondrio; e non credo abbia a nuocergli troppo l’aver «Montagna» dovuto certo designare primitivamente una plaga4, anziché, come ora, l’insieme degli abitati che vi si

  1. In questo senso marchio sta a marka non altrimenti che curio, decurio, centurio a curia, decuria, centuria.
  2. Pietro d’Eboli, in Del Re, Cronisti e Scrittori sincroni Napoletani, Napoli 1845, p, 432:

    Bavarus et Scavus, Lombardus, Marchio, Tuscus,
    In propriam redeunt, Saxo, Boemus, humum.

    Un esempio che qui in nota può trovar luogo opportuno, è anche il Brabançon francese, Bramanzo provenzale, Brabanzon spagnuolo, scaturito da Brabantia.

  3. Di cotal forma si serve, per esempio, l’Anonimo Salernitano, cap. 108 R. It. Scr., II, p.e 2.a, col. 254); ed essa è anche in una lettera di re Lodovico all’imperatore Basilio, che l’Anonimo stesso riporta, cap. 102 e 107 (col. 250 e 253).
  4. Ciò apparisce dall’etimologia. Si dovette dire «regio», o che so io, «montanea», per contrapposto al piano sottostante. Che altre parti del territorio potessero chiamarsi, e non si vedano chiamate cosi, avrà i suoi motivi.