Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/208

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188 rassegna bibliografica

Assai più incerta è la distinzione delle fonti per quella parte della cronaca che si riferisce alla storia politica del comune veneziano. E subito nel proemio della nostra Cronaca ci si presentano tre lunghi passi relativi alla venuta dei Longobardi in Italia e alla geografia dell’antica Venezia marittima, i quali dovevano formare in origine un frammento unico, ma furono separati dal diacono Giovanni mediante alcune interpolazioni assai grossolane, talché non si può supporre ch’egli stesso ne sia l’autore. La materia di questo frammento d’anonimo (composto secondo il AL dopo l’anno 851 quando cadde il doge Pietro Tradonico) è tratta dalla Historia Langobardorum di Paolo diacono e, come acutamente osserva il nostro autore, da alcune bolle di papi.

Perduto per noi è anche il catalogo di dogi di cui si deve essere servito il diacono Giovanni per l’arida e ristretta narrazione che fa degli avvenimenti dalla morte del primo doge sino al quarto magister militium; giacché questa discorda affatto dai tre cataloghi di dogi che a noi sono noti e che si leggono nel citato codice Vaticano-Urbinate 440, nel Chronicon Altinate e negli Annales breves1.

Questo è tutto quanto possiamo stabilire delle fonti del diacono Giovanni nella storia politica di Venezia, perchè delle altre notizie date dal cronista su questo argomento sembra al M. assai difficile fare una partizione secondo la loro fonte, essendo «impossibile il confronto con altre scritture più antiche ed assai scarsi e incerti i sussidi che ci vengono dall’analisi delle sole qualità intrinseche della narrazione» (p. 118).

Però il M. crede di poter determinare con sufficiente sicurezza che tutta la parte della Cronaca dagli ultimi tempi di Pier Candiano III (942-959) sino al 1008 fu composta da Giovanni secondo i suoi ricordi personali.

La storia straniera che nei primi tempi, cioè avanti il secolo IX, ha maggiore attinenza con Venezia è quella di Costantinopoli e dell’Italia bizantina -, ora nelle pagine che il cronista vi dedica il M. non trova «una sola notizia che non ci sia trasmessa «da altre fonti più autorevoli e più antiche» (p. 120) -, ma ben diversa è la cosa allorché si tratta di determinare le opere onde il cronista Giovanni trasse le notizie di storia straniera dal secolo VIII in poi, perchè qui il M., dopo aver recato parecchi esempi, è co-

  1. Il Simonsfeld (come avverte il M.) li pubblicò dapprima nel Neues Archiv I, e poi nell’Archivio Veneto XII, 335 segg.