Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/232

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212 pubblicazioni periodiche

di Norimberga; Pietro di Giovanni di Friburgo, che lavorò al Duomo di Firenze dal 1386 al 1399; Pietro e Gualtiero di Monaco, Lasse d’Ungheria, architetti e scultori; Giovanni di Fiandra, maestro di specchi; Federico tedesco, Simone di Alemagna, Iacopo Conca di Brugia, pittori; Fiero d’Arrigo tedesco, Ottorolus de la Maguia, Baldolus de Alamania, Giovanni teutonico, orafi; e due tedeschi che a Siena facevano le carte da giuoco. — Ai nomi dei quali lo stesso Müntz aggiunse testè (Archivio storico dell’Arte, III, 1890, pp. 401-402) quelli di molti altri tedeschi e fiammiughi, che nel sec. XV esercitavano a Milano, a Lucca, a Palermo, all’Aquila, a Venezia, insomma in tutta Italia, ogni genere d’arte: la scultura, la pittura e l’architettura; e copiavano perfino e correggevano i manoscritti, e stampavano libri.

Questi vari artisti contribuirono colle loro opere a arricchire l’Italia di nuovi monumenti; i quali, uniti a quelli lavorati in Francia da Italiani sotto l’influenza dello stile di quella nazione, e mandati poi in Italia; aggiuntivi tutti i prodotti francesi importati nella penisola; furono una delle prime cause del diffondersi fra noi dello stile gotico. Il quale facilmente attecchì in tutte le città, dove non era sorta una scuola nazionale rigogliosa, come quella che fioriva a Firenze e a Siena, e lasciò traccie frequenti della sua influenza in molti monumenti.

E. C.




B. Pecci pubblica nell’Archivio della R. Società romana di storia patria, XIII, fasc. 3-4 (1890) una memoria col titolo: -Contributo per la storia degli Umanisti nel Lazio, dove discorre di Antonio Volsco, Giovanni Sulpizio, Novidio Fracco, Martino Filetico. E vi premette queste parole: «Queste poche notizie, racimolate qua e là nelle pubbliche biblioteche da manoscritti e da vecchie edizioni dimenticate, e semplice accenno a più completo lavoro, vorrei io dirette a provare quanto sia ingiusta e mal fondata una tal qual noncuranza in cui è tenuta una nobilissima parte d’Italia, quella che volgarmente chiamasi Ciociaria».

— In vari fascicoli dell’Archivio Storico napoletano (an. XIII, XIV, XV) il dott. Niccola Barone ha pubblicato, in forma di regesto, una copiosa e importante serie di Notizie storiche raccolte dai Registri Curiae della Cancelleria Aragonese. Di tali registri, che contengono lettere regie concernenti affari esterni e interni, ne rimangono solamente sette, che vanno saltuariamente dal 1482 al 1501: il B., come prefazione al regesto, ne dà una breve descrizione. - Queste Notizie sono ora riunite in un libro (Napoli, Giannini, 1890. In 8.o, di pp. 140).

— Negli Atti della R. Accademia delle Scienze di Torino il prof. Carlo Vassallo pubblica Un nuovo documento intorno al poeta astigiano Giangiorgio Allione, del 7 aprile 1503; e, per occasione di questo, dà nuove notizie biografiche e letterarie intorno a quel poeta.