Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/24

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4 le più antiche carte

altro documento registra per Condino fuochi 124 1/4. Ma queste differenze non indicano naturalmente il variare del numero degli abitanti, ma piuttosto il variare delle imposizioni, ragguagliate a un tanto per fuoco, mentre altre volte l’imposta fissa si scompartiva proporzionalmente a seconda del numero dei fuochi1.

Ed ecco altri numeri relativi agli uomini delle vicinie. Alla pubblica adunanza del Concilio di Torra, senza Lardaro, erano presenti nel 1265 (doc. XIV) più di 100 persone, nel 1272 (doc. XVI) circa 80. Più di quaranta assistevano alle sessioni della comunità di Storo, più di 50 a Condino, circa 30 a Castello.

La raccolta di carte che pubblichiamo, non conta documenti di grandissima e generale importanza per la storia del Trentino, ma serve tuttavia nel suo complesso a trasportarci, per così dire, nella vita interna della Valle del Chiese in quel tempo, e ci presenta un quadro preciso e lumeggiato delle condizioni di quella società nei primordi del comune rurale; un quadro che, salvo varie differenze più formali che sostanziali, si assomiglia a quelli di tante altre regioni simili per conformazione di suolo e per costumi; così che, coordinando i vari sistemi di istituzioni fra di loro, e tenendo conto dei caratteri principali, si può giovare, oltre che alla storia propriamente detta, anche alla etnografia; giacché quelle istituzioni, spogliate di quel poco che il tempo vi portò di nuovo, hanno tale un aspetto da ritenerle come una continuazione non interrotta dei primitivi costumi.

D’altra parte non occorre che si dica che anche per la storia del Trentino queste carte possono essere di aiuto, sia per fissare qualche fatto, a mala pena accennato dagli scrittori, sia per portare la luce su qualche punto rimasto oscuro, sia, in una parola, per tutti quegli aspetti che sempre si presentano in un complesso di documenti.

  1. Nel privilegio concesso nel 1451 dal vescovo Giorgio II alle Giudicarie ulteriori (Tiene, Rendena, Bono e Condino) si ridusse il numero dei fuochi d’estimo da 1060 a 1000. (Ved. Papaleoni, Gli Statuti delle Giudicarie, Trento, 1889).