Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/324

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304 il libro di antonio billi

il terzo lo dichiara una compilazione tratta dalle notizie del Codice Gaddiano e dalle Vite del Vasari. Noi, all’opposto, nel corso delle nostre investigazioni riusciremo a provare come veruna di queste supposizioni abbia ragioni di uguale, per non dire maggiore, verisimiglianza dell’opinione nostra, la quale è che nel Cod. Petrei abbiamo innanzi a noi pure una copia, ma fatta con molto meno esattezza, del medesimo originale che fu anche copiato nel Cod. Strozziano. (Che il Cod. Petrei non possa essere una minuta, appare senza dubbio dal non occorrere in esso assolutamente nessuna correzione).

L’ordine cronologico che il Cod. Strozziano segue in generale nella disposizione consecutiva delle biografie non è punto osservato nel Cod. Petrei. (Vedi il testo stampato più avanti). Però pure in esso c’è da ravvisare una certa concordanza colla disposizione del materiale in quel primo; in quanto che singoli gruppi di artefici si trovano riuniti dal Petrei nello stesso ordine, sebbene nella successione dei gruppi stessi non sia in tutto rigorosamente mantenuta la serie cronologica del Cod. Strozziano. Così p. e. al gruppo dei pittori da Cimabue fin a Taddeo Gaddi, fa seguito quello degli scultori da Donatello fino a Antonio Pollaiuolo, e in ambidue le singole biografie si seguono nell’istesso ordine, come nel Cod. Strozziano; vengono poi parecchi pittori da Buonamico fino allo Starnina, che nel codice testè nominato fanno seguito a Taddeo Gaddi, ma in ordine alquanto cambiato; segue il gruppo da Fra Giovanni Angelico fino al Botticelli, pure con qualche cambiamento nell’ordine; e finalmente anche l’ultimo gruppo da Filippino Lippi a Michelangelo, eccetto due interpolazioni, corrisponde alla serie relativa nel Cod. Strozziano. Anche nella materia stessa si ravvisano parecchie differenze, in quanto che nel Petrei manca la notizia su Maso fiorentino, ma invece ve ne sono alcune altre non contenute nello Strozziano (Tafi e Berto Linaiuolo). In generale quindi le discrepanze non sono così essenziali nè nella materia nè nella sua disposizione che per cagione di esse sole possa venire escluso il supposto di un comune originale per ambidue i manoscritti.

Per determinare il tempo in cui fu scritto il Cod. Petrei, noi non siamo ristretti, come nel caso del Cod. Strozziano, soltanto a indizi paleografici. Per fissarlo con esattezza, ci serve la relazione sul conclave nel quale fu creato Papa Pio V nell’anno 1566, l’avvenimento più recente che si trovi ricordato in esso, come