Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/374

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354 il libro di antonio billi

(Piero del Pollajuolo.)

(159) Il S. Cristofano fu distrutto: la tavola del martirio di S. Sebastiano si trova ora nella Galleria nazionale di Londra (Nro. 292). Il Vasari (III, 292) dà ambedue le opere a Antonio Pollajuolo: l’Albertini invece s’accorda col nostro autore, attribuendole al suo fratello.

(160) Così la tavola di S. Miniato, come le sei virtù della Mercanzia si conservano negli Uffizi. Il Vasari assegna questi lavori ad ambedue i fratelli: l’Albertini attribuisce il primo a Piero, del secondo non fa motto.


(Fra Bartolommeo.)

(161) È il noto affresco che staccato dal muro si custodisce nel museo dello Spedale di S. Maria Nuova.

(162) Delle due tavole in S. Marco, l’una si trova ancora sul suo posto, l’altra è nella Galleria del Palazzo Pitti; il S. Vincenzo poi di quella chiesa passò nell’Accademia di Belle Arti (Vasari, IV, 184, 186 e 189).

(163) Il S. Sebastiano fu rintracciato ai nostri dì nel possesso di un privato in Francia (Vasari IV, 188 e Marchesi, Memorie dei più insigni pittori, scultori ed architetti domenicani, Bologna 1879, vol. II, p. 116 segu.). La “tavola che andò in Francia„ è ora nel Museo del Louvre (Nro. 57).


(Andrea del Sarto.)

(164) Si sa che non una, ma molte sono le storie dipinte dal maestro nella Compagnia dello Scalzo; la prima è dell’anno 1514.

(165) Di tutte le opere di Andrea (delle quali si lascia di rintracciar le vicende) la sola che avrebbe potuto andare a Milano sarebbe il Sacrifizio di Abraam, di cui così il Gaddiano come il Vasari (V, 51) raccontano che da Filippo Strozzi fu donato a Alfonso d’Avalos, cugino ed erede del Marchese di Pescara e governatore imperiale a Milano. Questa tavola si trova oggi nel Museo di Dresda.


(Leonardo da Vinci.)

(166) Questo ritratto, ricordato anche dall’Anonimo Gaddiano e dal Vasari, è andato smarrito. — Cfr. su ciò la memoria del prof. E. Ridolfi, “Giovanna Tornabuoni e Ginevra de’ Benci„, in Arch. stor. ital., 1890, VI, pp. 453-454.

(167) Non si può stabilire quale delle tavole della Madonna dipinte dal maestro abbia voluto indicare il nostro autore. Il S. Giovanni poi sarebbe quello del Museo del Louvre (Nro. 458), opera indubitata di Leonardo, e che già faceva parte della collezione di Francesco I. (Vasari IV, 58).

(168) Il Vasari, togliendo dal Libro d’Antonio le notizie riferentisi alla tavola fatta a Lodovico il Moro, che si leggono pure nel nostro