Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/384

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364 il libro di antonio billi

la qual cosa è detto edifitio indebilito et è per rovinare gran tempo prima che esso non harebbe fatto.

Ancora fece il modello della chiesa di S.o Lorenzo di Firenze, benchè ancora non fussi seguìto interamente il suo disegno: non dimeno è uno corpo molto bello: et etiam la sagrestia prima.

Simile fece il modello del capitolo de’ Pazi nel chiostro di S.a ✠.

El modello della casa de’ Busini fatta per 2 fratelli.

Et il modello della casa et facciata et loggia degli Innocenti, la quale fu fatta senza armadura: nel qual modo sì è osservato per molti et à detto che è uno ricignimento fatto per ordine di Francesco della Luna che è falso et non a proposito et senza architettura; perchè Filippo si trovava in detto tempo a Milano a’ servigi di Filippo Maria duca per il modello d’una forteza: et alla sua tornata vidde detta facciata essere uscita con uno ricignimento fuori del modello, stato seguìto per ordine di Francesco della Luna, il quale haveva opinione d’architettore. Et dimandato Filippo perchè |fo. 83r] havessi fatto tal cosa, rispose haverlo tratto della chiesa di S.o Giovanni. Il perchè Philippo gli disse così: uno errore era in detto edifitio et tu l’hai preso et conservatolo.

Fece il modello della forteza di Vicopisano et quello del porto di Pesero et a Milano altre cose. Et usava di dire, che se cento modelli di chiese o altri edifitii havessi a fare, tutti variati gli farebbe et differenti.

Fece uno modello della casa, o palazzo di Cosimo de’ Medici, la quale haveva a essere situata in sulla piaza di San Lorenzo riscontro alla chiesa, et dove al presente è il palagio, haveva a essere piaza: edifitio forse non al presente sopra la terra da vedersi. Ma Cosimo, parendogli troppa grande et suntuosa impresa, la lasciò indietro: il che Filippo, il quale aveva in esso messo tutto il suo ingegno, per sdegno lo spezò: perchè mentre che lo componeva, usava dire che a sua dì haveva desiderato di fare una casa et erasi abattuto a uno che la voleva et poteva fare: il perchè si dice che mai fu visto tanto allegro quanto nel tempo che lo fabbricava. Dissesi Cosimo essersi pentito di non havere seguìto tal disegno: et che non gli parve parlare mai a huomo di maggiore intelligenza, ma molto di se medesimo.

Hebbe uno suo discepulo, quale teneva in casa, da Buggiano, al quale fè fare l’acquaio di marmo che è |fo. 83v] nella sagrestia di S.a Liparata, con quelli bambini in detto lavacro che gettano acqua.

Ancora fece la testa di detto Filippo, che è in S.a Liparata. Ancora fece l’acquaio di pietra della sagrestia vecchia.

Fece detto Filippo più disegni et modelli a’ signori et in tra gli altri a Filippo Maria di Milano, di forteze: il quale fece forza