Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/420

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400 aneddoti e varietà

Di fronte a Pietro e all’Ivani sta il Filippini. Benché scritta un secolo più tardi, la sua storia fa sovente delle cose e dei costunni corsi una dipintura eguale alla loro. Anche alla fine del secolo XVI, " quanta sia la pigrizia degli isolani nel coltivare e lavorare il terreno non si potria mai esprimere „; anche allora in tutta l’isola universalmente, una grande ignoranza di lettere „, che " in tanto numero di sacerdoti non ve ne sono forse; una dozzina ch’abbiano grammatica,; anche allora contenzioni, rapine, vendette senza tregua.

Eppure sempre, in tutta la storia dei Corsi, fra così tristi condizioni di popolo, fra così orrendo imperversar di passioni, fra così continuo sparger di sangue, v’è qualchecosa che brilla sempre al di sopra di tutto, ed è l’ardore immenso e inestinguibile per la giustizia e per la libertà: questo ardore nobilita tutta la vita di un popolo; e il giudizio dell’Ivani vale incomparabilmente più, di fronte alla storia, delle querele vituperose di Seneca.




DURANTE LA GUERRA DELLA SUCCESSIONE SPAGNUOLA.


Carlo II di Spagna rendeva all’Europa un cattivo servizio: moriva senza figliuoli.

Egli stesso si era dovuto accorgere delle difficoltà, che ne sarebbero sorte. Prima di tutto, troppi erano gli aspiranti alla sua corona: gli Asburgo d’Austria, i Borboni di Francia, l’Elettore di Baviera, fin anche il Duca di Savoia, che si faceva forte del matrimonio fra il suo bisnonno Carlo Emanuele I e Caterina, figlia del famoso Filippo II. Poi c’eran di mezzo le simpatie degli Spagnuoli, da tenersi anch’esse in un debito conto; e gli Spagnuoli, per esempio, non avrebbero accettato volentieri gli Asburgo, verso i quali, invece, Carlo II si sentiva maggiormente inclinato. Poi, le ragioni politiche degli altri Stati d’Europa, che avrebbero visto con occhio non certamente benevolo il soverchio accrescersi della potenza d’Austria o di Francia. E su chi, dunque, far cadere la scelta?

Per uscir d’imbarazzo, Carlo II finì col rimettersi alla decisione del Papa; e Innocenzo XII, che non poteva aver dimenticato le antiche lotte fra la Chiesa e l’Impero, scartò senz’altro gli Imperatori d’Asburgo, e designò Filippo di Borbone, basandosi, diceva, sulle maggiori simpatie degli Spagnuoli per lui. Carlo II fece allora il suo