Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/47

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delle pievi di bono e di condino nel trentino 27

Da tutto questo appare chiaramente che tra i vicini di una Comunità stavano tanti interessi e tanti legami da for-

    finanziarie comunali. Dovendo i Bondonesi pagare di dadera ai Conti di Lodrone, loro signori, quaranta lire bresciane di pianeti (la valuta bresciana già nel secolo XV prese nella Valle del Chiese il sopravvento sulle altre, anche sulla trentina), radunatisi a Lodrone, decidono di vendere delle terre comunali per investirne poi il ricavato in immobili, che al 5 % rendano la somma richiesta; i compratori devano pagare il prezzo fissato entro nove anni dal giorno della vendita, corrispondendo nel frattempo l’interesse del 5 %; trascorso questo termine le terre restino gravate di un livello perpetuo del 5 %. Inoltre, essendosi fino allora pagati i dazi secondo l’estimo ed essendosi invece distribuite le terre secondo i fuochi, si stabilisce che coloro che avessero un estimo superiore alle tre lire, debbano, entro undici anni, pagare una somma corrispondente a lire cinque e mezza per ogni lira d’estimo in più delle tre. Se poi il ricavato della vendita delle terre e della nuova tassa suddetta superasse le quaranta lire della dadera, il di più si divida per fuochi, come al solito. Si pongono poi all’asta le selve.

    Ed è poi interessante per la conoscenza del modo con cui si scompartivano le imposte vescovili una carta del 1473 (Arch. com. di Condino), colla quale il notaio Giacomo Boldrini di Roncone e il Massaro vescovile delle Giudicarie, Nicolò di Bonadiman, decisero in certe liti vertenti fra i Comuni della Pieve di Condino. Eccone una parte: «Universis has litteras inspecturis notum sit quod foci totius Plebatus Condini sunt et reperiuntur ab antiquo centum viginti et unus quartus. Solvitur pro quoque focho grossi viginti septem mon. trid. et denarii sex mon. salariorum de quibus sex denarii ponuntur et vadunt viginti duo denarii ad grossum. Summa focorum predictorum totius Plebatus facit libras quadringentas viginti tres, solidos decem, denarios decem mon. trid. Quae summa dividitur super summa aestimorum totius dicti Plebatus Condini quae est librarum mille quadringentarum viginti duarum bagat. De dicta summa focorum predictorum tangit pro quoque libra aestimorum predictorum soldi quinque denarii undecim Condino. Summa Brioni sunt librae quinquaginta octo soldi quinque, ad rationem quinque pro libra aestimi soldorum et undecim denariorum Condino facit libras decem septem et denarium unum dandos et solvendos omni salario R.mo D. Episcopo seu Massario suo. Et Castelli sunt librae centum quinquaginta una ad rationem suprascriptam quinque soldorum et undecim denariorum Condino, facit libras quadraginta quattuor soldos octo Condino dandas etc. Et Cimegi sunt librae ducenium triginta novem, tangit ut supra pro quoque libra soldi quinque denarii undecim Condino, facit libras septuaginta unam soldos quattuor solvendos etc. Foci Brioni sunt secundum summam terrae Brioni quinque et nona pars alterius partis foci. Foci vero Castelli secundum summam dicte terre Castelli sunt tresdecim et unus quartus. Foci Cimegi etiam secundum aestimum dictae Villae reperiuntur et sunt viginti et quarti tres Condino et tantum minus quantum res etc. Super tota summa fochorum di-