Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/191

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cando nono 185


60
     Nel lito armato il paladino varca
sopra un corsier di pel tra bigio e nero,
nutrito in Fiandra e nato in Danismarca,
grande e possente assai piú che leggiero;
però ch’avea, quando si messe in barca,
in Bretagna lasciato il suo destriero,
quel Brigliador sí bello e sí gagliardo,
che non ha paragon, fuor che Baiardo.

61
     Giunge Orlando a Dordreche, e quivi truova
di molta gente armata in su la porta;
sí perché sempre, ma piú quando è nuova,
seco ogni signoria sospetto porta;
sí perché dianzi giunta era una nuova,
che di Selandia con armata scorta
di navilii e di gente un cugin viene
di quel signor che qui prigion si tiene.

62
     Orlando prega uno di lor, che vada
e dica al re, ch’un cavalliero errante
disia con lui provarsi a lancia e a spada;
ma che vuol che tra lor sia patto inante:
che se ’l re fa che, chi lo sfida, cada,
la donna abbia d’aver, ch’uccise Arbante,
che ’l cavallier l’ha in loco non lontano
da poter sempremai darglila in mano;

63
     et all’incontro vuol che’l re prometta,
ch’ove egli vinto ne la pugna sia,
Bireno in libertá subito metta,
e che lo lasci andare alla sua via.
Il fante al re fa l’imbasciata in fretta;
ma quel, che né virtú né cortesia
conobbe mai, drizzò tutto il suo intento
alla fraude, all’inganno, al tradimento.