Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/209

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decimo 203


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     Mentre la sete, e de l’andar fatica
per l’alta sabbia e la solinga via
gli facean, lungo quella spiaggia aprica,
noiosa e dispiacevol compagnia;
trovò ch’all’ombra d’una torre antica
che fuor de l’onde appresso il lito uscia,
de la corte d’Alcina eran tre donne,
che le conobbe ai gesti et alle gonne.

37
     Corcate su tapeti allessandrini
godeansi il fresco rezzo in gran diletto,
fra molti vasi di diversi vini
e d’ogni buona sorte di confetto.
Presso alla spiaggia, coi flutti marini
scherzando, le aspettava un lor legnetto
fin che la vela empiesse agevol òra;
ch’un fiato pur non ne spirava allora.

38
     Queste, ch’andar per la non ferma sabbia
vider Ruggiero al suo vïaggio dritto,
che sculta avea la sete in su le labbia,
tutto pien di sudore il viso afflitto,
gli cominciaro a dir che sí non abbia
il cor voluntaroso al camin fitto,
ch’alla fresca e dolce ombra non si pieghi,
e ristorar lo stanco corpo nieghi.

39
     E di lor una s’accostò al cavallo
per la staffa tener, che ne scendesse;
l’altra con una coppa di cristallo
di vin spumante, piú sete gli messe:
ma Ruggiero a quel suon non entrò in ballo;
perché d’ogni tardar che fatto avesse,
tempo di giunger dato avria ad Alcina,
che venía dietro et era ornai vicina.