Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/216

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210 canto


64
     Logistilla mostrò molto aver grato
ch’a lei venisse un sí gentil signore;
e comandò che fosse accarezzato,
e che studiasse ognun di fargli onore.
Gran pezzo inanzi Astolfo era arrivato,
che visto da Ruggier fu di buon core.
Fra pochi giorni venner gli altri tutti,
ch’a l’esser lor Melissa avea ridutti.

65
     Poi che si fur posati un giorno e dui,
venne Ruggiero alla fata prudente
col duca Astolfo, che non men di lui
avea desir di riveder Ponente.
Melissa le parlò per amendui;
e supplica la fata umilemente,
che li consigli, favorisca e aiuti,
sí che ritornili donde eran venuti.

66
     Disse la fata: — Io ci porrò il pensiero,
e fra dui dí te li darò espediti. —
Discorre poi tra sé, come Ruggiero,
e dopo lui, come quel duca aiti:
conchiude infin che ’l volator destriero
ritorni il primo agli aquitani liti;
ma prima vuol che se gli faccia un morso,
con che lo volga, e gli raffreni il corso.

67
     Gli mostra come egli abbia a far, se vuole
che poggi in alto, e come a far che cali;
e come, se vorrá che in giro vole,
o vada ratto, o che si stia su l’ali:
e quali effetti il cavallier far suole
di buon destriero in piana terra, tali
facea Ruggier che mastro ne divenne,
per l’aria, del destrier ch’avea le penne.