Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/244

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238 canto


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     e che nuotando un cavallier era ito
a porgli in gola un’áncora assai grave;
e che l’avea cosí tirato al lito,
come si suol tirar contr’acqua nave.
Oberto, per veder se riferito
colui da chi l’ha inteso, il vero gli have,
se ne vien quivi; e la sua gente intanto
arde e distrugge Ebuda in ogni canto.

61
     Il re d’Ibernia, ancor che fosse Orlando
di sangue tinto, e d’acqua molle, e brutto,
brutto del sangue che si trasse quando
uscì de l’orca in ch’era entrato tutto,
pel conte l’andò pur raffigurando;
tanto piú che ne l’animo avea indutto,
tosto che del valor sentì la nuova,
ch’altri Ch’Orlando non faria tal pruova.

62
     Lo conoscea, perch’era stato infante
d’onore in Francia, e se n’era partito
per pigliar la corona, l’anno inante,
del padre suo ch’era di vita uscito.
Tante volte veduto, e tante e tante
gli avea parlato, ch’era in infinito.
Lo corse ad abbracciare e a fargli festa,
trattasi la celata ch’avea in testa.

63
     Non meno Orlando di veder contento
si mostrò il re, che ’l re di veder lui.
Poi che furo a iterar l’abbracciamento
una o due volte tornati amendui,
narrò ad Oberto Orlando il tradimento
che fu fatto alla giovane, e da cui
fatto le fu; dal perfido Bireno,
che via d’ogn’altro lo dovea far meno.