Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/276

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270 canto


8
     Zerbino di bellezza e di valore
sopra tutti i signori era eminente.
Mostrommi, e credo mi portasse amore,
e che di me non fosse meno ardente.
Non ci mancò chi del commune ardore
interprete fra noi fosse sovente,
poi che di vista ancor fummo disgiunti;
che gli animi restâr sempre congiunti.

9
     Però che dato fine alla gran festa,
il mio Zerbino in Scozia fe’ ritorno.
Se sai che cosa è amor, ben sai che mesta
restai, di lui pensando notte e giorno;
et era certa che non men molesta
fiamma intorno il suo cor facea soggiorno.
Egli non fece al suo disio piú schermi,
se non che cercò via di seco avermi.

10
     E perché vieta la diversa fede
(essendo egli cristiano, io saracina)
ch’al mio padre per moglie non mi chiede,
per furto indi levarmi si destina.
Fuor de la ricca mia patria, che siede
tra verdi campi allato alla marina,
aveva un bel giardin sopra una riva,
che colli intorno e tutto il mar scopriva.

11
     Gli parve il luogo a fornir ciò disposto,
che la diversa religion ci vieta;
e mi fa saper l’ordine che posto
avea di far la nostra vita lieta.
Appresso a Santa Marta avea nascosto
con gente armata una galea secreta,
in guardia d’Odorico di Biscaglia,
in mare e in terra mastro di battaglia.