Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/277

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canto terzodecimo 271


12
     Né potendo in persona far l’effetto
perch’egli allora era dal padre antico
a dar soccorso al re di Francia astretto,
manderia in vece sua questo Odorico,
che fra tutti i fedeli amici eletto
s’avea pel piú fedele e pel piú amico:
e bene esser dovea, se i benefici
sempre hanno forza d’acquistar gli amici.

13
     Verria costui sopra un navilio armato,
al terminato tempo indi a levarmi.
E cosí venne il giorno disiato,
che dentro il mio giardin lasciai trovarmi.
Odorico la notte, accompagnato
di gente valorosa all’acqua e all’armi,
smontò ad un fiume alla cittá vicino,
e venne chetamente al mio giardino.

14
     Quindi fui tratta alla galea spalmata
prima che la cittá n’avesse avisi.
De la famiglia ignuda e disarmata
altri fuggiro, altri restaro uccisi,
parte captiva meco fu menata.
Cosí da la mia terra io mi divisi,
con quanto gaudio non ti potrei dire,
sperando in breve il mio Zerbin fruire.

15
     Voltati sopra Mongia eramo a pena,
quando ci assalse alla sinistra sponda
un vento che turbò l’aria serena,
e turbò il mare, e al ciel gli levò l’onda.
Salta un maestro ch’a traverso mena,
e cresce ad ora ad ora, e soprabonda;
e cresce e soprabonda con tal forza,
che val poco alternar poggia con orza.