Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/364

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358 canto


32
     Ma prima quei baroni e capitani
Rinaldo intorno avendosi ridutti,
sopra la riva ch’aita era dai piani
sí, che poteano udirlo e veder tutti,
disse: — Signor, ben a levar le mani
avete a Dio, che qui v’abbia condutti,
acciò, dopo un brevissimo sudore,
sopra ogni nazion vi doni onore.

33
     Per voi saran dui principi salvati,
se levate l’assedio a quelle porte:
il vostro re, che voi sète ubligati
da servitú difendere e da morte;
et uno imperator de’ piú lodati
che mai tenuto al mondo abbiano corte:
e con loro altri re, duci e marchesi,
signori e cavallier di piú paesi.

34
     Sí che, salvando una cittá, non soli
Parigini ubligati vi saranno,
che molto piú che per li proprii duoli,
timidi, afflitti e sbigottiti stanno
per le lor mogli e per li lor figliuoli
ch’a un medesmo pericolo seco hanno,
e per le sante vergini richiuse,
ch’oggi non sien dei voti lor deluse:

35
     dico, salvando voi questa cittade,
v’ubligate non solo i Parigini,
ma d’ogn’intorno tutte le contrade.
Non parlo sol dei populi vicini;
ma non è terra per Cristianitade,
che non abbia qua dentro cittadini:
sí che, vincendo, avete da tenere
che piú che Francia v’abbia obligo avere.