Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/70

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64 canto


8
     La donna il tutto ascolta, e le ne giova,
credendo far, come fará per certo,
con l’annello mirabile tal prova,
che ne fia il mago e il suo castel deserto;
e dice a l’oste: — Or un de’ tuoi mi trova,
che piú di me sia del viaggio esperto;
ch’io non posso durar, tanto ho il cor vago
di far battaglia contra a questo mago. —

9
— Non ti mancherá guida (le rispose
Brunello allora), e ne verrò teco io:
meco ho la strada in scritto, et altre cose
che ti faran piacere il venir mio. —
Volse dir de l’annel; ma non l’espose,
né chiari piú, per non pagarne il fio.
— Grato mi fia (disse ella) il venir tuo; —
volendo dir ch’indi l’annel fia suo.

10
     Quel ch’era utile a dir, disse; e quel tacque,
che nuocer le potea col Saracino.
Avea l’oste un destrier ch’a costei piacque,
ch’era buon da battaglia e da camino:
comperollo, e partissi come nacque
del bel giorno seguente il matutino.
Prese la via per una stretta valle,
con Brunello ora inanzi, ora alle spalle.

11
     Di monte in monte e d’uno in altro bosco
giunseno ove l’altezza di Pirene
può dimostrar, se non è l’aer fosco,
e Francia e Spagna e due diverse arene,
come Apennin scopre il mar schiavo e il tósco
dal giogo onde a Camaldoli si viene.
Quindi per aspro e faticoso calle
si discendea ne la profonda valle.