Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/75

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quarto 69


28
— Tommi la vita, giovene, per Dio,—
dicea il vecchio pien d’ira e di dispetto;
ma quella a torla avea sí il cor restio,
come quel dí lasciarla avria diletto.
La donna di sapere ebbe disio
chi fosse il negromante, et a che effetto
edificasse in quel luogo selvaggio
la ròcca, e faccia a tutto il mondo oltraggio.

29
     — Né per maligna intenzione, ahi lasso!
(disse piangendo il vecchio incantatore)
feci la bella ròcca in cima al sasso,
né per aviditá son rubatore;
ma per ritrar sol dall’estremo passo
un cavallier gentil, mi mosse amore,
che, come il ciel mi mostra, in tempo breve
morir cristiano a tradimento deve.

30
     Non vede il sol tra questo e il polo austrino
un giovene sì bello e sì prestante:
Ruggiero ha nome, il qual da piccolino
da me nutrito fu, ch’io sono Atlante.
Disio d’onore e suo fiero destino
l’han tratto in Francia dietro al re Agramante;
et io, che l’amai sempre piú che figlio,
lo cerco trar di Francia e di periglio.

31
     La bella ròcca solo edificai
per tenervi Ruggier sicuramente,
che preso fu da me, come sperai
che fossi oggi tu preso similmente;
e donne e cavallier, che tu vedrai,
poi ci ho ridotti, et altra nobil gente,
acciò che quando a voglia sua non esca,
avendo compagnia, men gli rincresca.