Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/85

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quarto 79


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     Poi che la luce candida e vermiglia
de l’altro giorno aperse l’emispero,
Rinaldo l’arme e il suo Baiardo piglia,
e di quella badia tolle un scudiero,
che con lui viene a molte leghe e miglia,
sempre nel bosco orribilmente fiero,
verso la terra ove la lite nuova
de la donzella de’ venir in pruova.

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     Avean, cercando abbreviar camino,
lasciato pel sentier la maggior via;
quando un gran pianto udir sonar vicino,
che la foresta d’ogn’intorno empía.
Baiardo spinse l’un, l’altro il ronzino
verso una valle onde quel grido uscia:
e fra dui mascalzoni una donzella
vider, che di lontan parea assai bella;

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     ma lacrimosa e addolorata quanto
donna o donzella o mai persona fosse.
Le sono dui col ferro nudo a canto,
per farle far l’erbe di sangue rosse.
Ella con preghi differendo alquanto
giva il morir, sin che pietá si mosse.
Venne Rinaldo; e come se n’accorse,
con alti gridi e gran minaccie accorse.

71
     Voltaro i malandrin tosto le spalle,
che ’l soccorso lontan vider venire,
e se appiattar ne la profonda valle.
Il paladin non li curò seguire:
venne a la donna, e qual gran colpa dálle
tanta punizïon, cerca d’udire;
e per tempo avanzar, fa allo scudiero
levarla in groppa, e torna al suo sentiero.