Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/108

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102 canto


72
     Tutti gli altri alla spola, all’aco, al fuso,
al pettine et all’aspo sono intenti,
con vesti feminil che vanno giuso
insin al piè, che gli fa molli e lenti.
Si tengono in catena alcuni ad uso
d’arar la terra o di guardar gli armenti.
Son pochi i maschi, e non son ben, per mille
femine, cento, fra cittadi e ville.

73
     Volendo tòrre i cavallieri a sorte
chi di lor debba per commune scampo
l’una decina in piazza porre a morte,
e poi l’altra ferir ne l’altro campo;
non disegnavan di Marfisa forte,
stimando che trovar dovesse inciampo
ne la seconda giostra de la sera,
ch’ad averne vittoria abil non era.

74
     Ma con gli altri esser volse ella sortita:
or sopra lei la sorte in somma cade.
Ella dicea: — Prima v’ho a por la vita,
che v’abbiate a por voi la libertade:
ma questa spada (e lor la spada addita,
che cinta avea) vi do per securtade
ch’io vi sciorrò tutti gl’intrichi al modo
che fe’ Alessandro il gordïano nodo.

75
     Non vuo’ mai piú che forestier si lagni
di questa terra, fin che ’l mondo dura. —
Cosí disse; e non potero i compagni
torle quel che le dava sua aventura.
Dunque, o ch’in tutto perda, o lor guadagni
la libertá, le lasciano la cura.
Ella di piastre giá guernita e maglia,
s’appresentò nel campo alla battaglia.