Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/174

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168 canto


CANTO VENTESIMOSECONDO

1
     Cortesi donne e grate al vostro amante,
voi che d’un solo amor séte contente,
come che certo sia, fra tante e tante,
che rarissime siate in questa mente;
non vi dispiaccia quel ch’io dissi inante,
quando contra Gabrina fui sì ardente,
e s’ancor son per spendervi alcun verso,
di lei biasmando l’animo perverso.

2
     Ella era tale; e come imposto fummi
da chi può in me, non preterisco il vero.
Per questo io non oscuro gli onor summi
d’una e d’un’altra ch’abbia il cor sincero.
Quel che ’l Maestro suo per trenta nummi
diede a’ Iudei, non nocque a Ianni o a Piero
né d’Ipermestra è la fama men bella,
se ben di tante inique era sorella.

3
     Per una che biasmar cantando ardisco
(che l’ordinata istoria cosí vuole),
lodarne cento incontra m’offerisco,
e far lor virtú chiara piú che ’l sole.
Ma tornando al lavor che vario ordisco,
ch’a molti, lor mercé, grato esser suole,
del cavallier di Scozia io vi dicea,
ch’un alto grido appresso udito avea.