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172 canto


16
     Confuso e lasso d’aggirarsi tanto,
s’avvide che quel loco era incantato;
e del libretto ch’avea sempre a canto,
che Logistilla in India gli avea dato,
acciò che, ricadendo in nuovo incanto,
potessi aitarsi, si fu ricordato:
all’indice ricorse, e vide tosto
a quante carte era il rimedio posto.

17
     Del palazzo incantato era difuso
scritto nel libro; e v’eran scritti i modi
di fare il mago rimaner confuso,
e a tutti quei prigion di sciorre i nodi.
Sotto la soglia era uno spirto chiuso,
che facea questi inganni e queste frodi:
e levata la pietra ov’è sepolto,
per lui sará il palazzo in fumo sciolto.

18
     Desideroso di condurre a fine
il paladin sí gloriosa impresa,
non tarda piú che ’l braccio non inchine
a provar quanto il grave marmo pesa.
Come Atlante le man vede vicine
per far che l’arte sua sia vilipesa,
sospettoso di quel che può avvenire,
lo va con nuovi incanti ad assalire.

19
     Lo fa con diaboliche sue larve
parer da quel diverso, che solea:
gigante ad altri, ad altri un villan parve,
ad altri un cavallier di faccia rea.
Ognuno in quella forma in che gli apparve
nel bosco il mago, il paladin vedea;
sí che per riaver quel che gli tolse
il mago, ognuno al paladin si volse.