Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/179

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ventesimosecondo 173


20
     Ruggier, Gradasso, Iroldo, Bradamante,
Brandimarte, Prasildo, altri guerrieri
in questo nuovo error si fèro inante,
per distruggere il duca accesi e fieri.
Ma ricordossi il corno in quello instante,
che fe’ loro abbassar gli animi altieri.
Se non si soccorrea col grave suono,
morto era il paladin senza perdono.

21
     Ma tosto che si pon quel corno a bocca
e fa sentire intorno il suono orrendo,
a guisa dei colombi, quando scocca
lo scoppio, vanno i cavallier fuggendo.
Non meno al negromante fuggir tocca,
non men fuor de la tana esce temendo
pallido e sbigottito, e se ne slunga
tanto, che ’l suono orribil non lo giunga.

22
     Fuggi il guardian coi suo’ prigioni; e dopo
de le stalle fuggir molti cavalli,
ch’altro che fune a ritenerli era uopo,
e seguirò i patron per varii calli.
In casa non restò gatta né topo
al suon che par che dica: Dalli, dalli.
Sarebbe ito con gli altri Rabicano,
se non ch’all’uscir venne al duca in mano.

23
     Astolfo, poi ch’ebbe cacciato il mago,
levò di su la soglia il grave sasso,
e vi ritrovò sotto alcuna imago,
et altre cose che di scriver lasso:
e di distrugger quello incanto vago,
di ciò che vi trovò, fece fraccasso,
come gli mostra il libro che far debbia;
e si sciolse il palazzo in fumo e in nebbia.