Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/185

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ventesimosecondo 179


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     Et alla donna, a cui dagli occhi cade
un rio di pianto, dice:— Or che s’aspetta?
Soccorrer qui, non lacrimare accade:
fa ch’ove è questo tuo, pur tu ci metta
Di mille lancie trar, di mille spade
tel promettian, pur che ci meni in fretta:
ma studia il passo piú che puoi, che tarda
non sia l’aita, e intanto il fuoco l’arda. —

45
     L’alto parlare e la fiera sembianza
di quella coppia a maraviglia ardita,
ebbon di tornar forza la speranza
colá dond’era giá tutta fuggita;
ma perch’ancor, piú che la lontananza,
temeva il ritrovar la via impedita,
e che saria per questo indarno presa,
stava la donna in sé tutta sospesa.

46
     Poi disse lor: — Facendo noi la via
che dritta e piana va fin a quel loco,
credo ch‘a tempo vi si giungeria,
che non sarebbe ancora acceso il fuoco:
ma gir convien per cosí torta e ria,
che ’l termine d’un giorno saria poco
a riuscirne; e quando vi saremo,
che troviam morto il giovine mi temo. —

47
     — E perché non andian (disse Ruggiero)
per la piú corta? — E la donna rispose:
— Perché un castel de’ conti da Pontiero
tra via si trova, ove un costume pose,
non son tre giorni ancora, iniquo e fiero
a cavallieri e a donne aventurose,
Pinabello, il peggior uomo che viva,
figliuol del conte Anselmo d’Altariva.