Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/205

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ventesimoterzo 199


24
     Entrò la bella donna in Montalbano,
dove l’avea con lacrimosa guancia
Beatrice molto desiata invano,
e fattone cercar per tutta Francia.
Or quivi i baci e il giunger mano a mano
di matre e di fratelli estimò ciancia
verso gli avuti con Ruggier complessi,
ch’avrá ne l’alma eternamente impressi.

25
     Non potendo ella andar, fece pensiero
ch’a Vallombrosa altri in suo nome andasse
immantinente ad avisar Ruggiero
de la cagion ch’andar lei non lasciasse;
e lui pregar (s’era pregar mistero)
che quivi per suo amor si battezzasse,
e poi venisse a far quanto era detto,
sí che si desse al matrimonio effetto.

26
     Pel medesimo messo fe’ disegno
di mandar a Ruggiero il suo cavallo,
che gli solea tanto esser caro: e degno
d’essergli caro era ben senza fallo;
che non s’avria trovato in tutto ’l regno
dei Saracin, né sotto il signor Gallo,
piú bel destrier di questo o piú gagliardo,
eccetti Brigliador, soli, e Baiardo.

27
     Ruggier, quel dí che troppo audace ascese
su l’ippogrifo, e verso il ciel levosse,
lasciò Frontino, e Bradamante il prese
(Frontino, che ’l destrier cosí nomosse);
mandollo a Montalbano, e a buone spese
tener lo fece, e mai non cavalcosse,
se non per breve spazio e a picciol passo;
sí ch’era piú che mai lucido e grasso.