Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/247

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canto ventesimoquarto 241


52
     Costui, richiesto da Zerbin, gli diede
vera informazïon di tutto questo.
Zerbin si maraviglia, e a pena il crede;
e tuttavia n’ha indizio manifesto.
Sia come vuole, egli discende a piede,
pien di pietade, lacrimoso e mesto;
e ricogliendo da diversa parte
le reliquie ne va ch’erano sparte.

53
     Del palafren discende anco Issabella,
e va quell’arme riducendo insieme.
Ecco lor sopraviene una donzella
dolente in vista, e di cor spesso geme.
Se mi domanda alcun chi sia, perch’ella
cosí s’affligge, e che dolor la preme,
io gli risponderò che è Fiordiligi
che de l’amante suo cerca i vestigi.

54
     Da Brandimarte senza farle motto
lasciata fu ne la cittá di Carlo,
dov’ella l’aspettò sei mesi od otto;
e quando al fin non vide ritornarlo,
da un mare all’altro si mise, fin sotto
Pirene e l’Alpe, e per tutto a cercarlo:
l’andò cercando in ogni parte, fuore
ch’al palazzo d’Atlante incantatore.

55
     Se fosse stata a quell’ostel d’Atlante,
veduto con Gradasso andare errando
l’avrebbe, con Ruggier, con Bradamante,
e con Ferraú prima e con Orlando;
ma poi che cacciò Astolfo il negromante
col suon del corno orribile e mirando,
Brandimarte tornò verso Parigi:
ma non sapea giá questo Fiordiligi.