Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/302

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296 canto


56
     E perché il luogo ben sapea (che v’era
stata altre volte), se ne venne al dritto
alla fontana; et in quella maniera
ve lo trovò, ch’io v’ho di sopra scritto.
Ma come buona e cauta messaggera
che sa meglio esequir che non l’è ditto,
quando vide il fratel di Bradamante,
non conoscer Ruggier fece sembiante.

57
     A Ricciardetto tutta rivoltosse,
sí come drittamente a lui venisse;
e quel che la conobbe, se le mosse
incontra, e domandò dove ne gisse.
Ella ch’ancora avea le luci rosse
del pianger lungo, sospirando disse;
ma disse forte, acciò che fosse espresso
a Ruggiero il suo dir, che gli era presso.

58
     — Mi traea dietro (disse) per la briglia
come imposto m’avea la tua sorella,
un bel cavallo e buono a maraviglia,
ch’ella molto ama e che Frontino appella
e l’avea tratto piú di trenta miglia
verso Marsilia, ove venir debbe ella
fra pochi giorni, e dove ella mi disse
ch’io l’aspetassi fin che vi venisse.

59
     Era sí baldanzoso il creder mio,
ch’io non stimava alcun di cor sí saldo,
che me l’avesse a tor, dicendogli io
ch’era de la sorella di Rinaldo.
Ma vano il mio disegno ieri m’uscio,
che me lo tolse un Saracin ribaldo;
né per udir di chi Frontino fusse,
a volermelo rendere s’indusse.