Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/304

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298 canto


64
     Disse, che chi le avea tolto il destriero,
ancor detto l’avea con molto orgoglio:
— Perché so che ’l cavallo è di Ruggiero,
piú volontier per questo te lo toglio.
S’egli di racquistarlo avrá pensiero,
fagli saper (ch’asconder non gli voglio)
ch’io son quel Rodomonte il cui valore
mostra per tutto ’l mondo il suo splendore. —

65
     Ascoltando, Ruggier mostra nel volto
di quanto sdegno acceso il cor gli sia,
sí perché caro avria Frontino molto,
sí perché venia il dono onde venia,
sí perché in suo dispregio gli par tolto;
vede che biasmo e disonor gli fia,
se tòrlo a Rodomonte non s’affretta,
e sopra lui non fa degna vendetta.

66
     La donna Ruggier guida, e non soggiorna,
che por lo brama col Pagano a fronte;
e giunge ove la strada fa dua corna:
l’un va giú al piano, e l’altro va su al monte;
e questo e quel ne la vallea ritorna,
dov’ella avea lasciato Rodomonte.
Aspra, ma breve era la via del colle;
l’altra piú lunga assai, ma piana e molle.

67
     Il desiderio che conduce Ippalca
d’aver Frontino e vendicar l’oltraggio,
fa che ’l sentier de la montagna calca,
onde molto piú corto era il vïaggio.
Per l’altra intanto il re d’Algier cavalca
col Tartaro e cogli altri che detto aggio;
e giú nel pian la via piú facil tiene,
né con Ruggiero ad incontrar si viene.