Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/307

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ventesimoquinto 301


76
     Il pagan ferí lui dal lato manco;
e perché il colpo fu con troppa forza,
poco lo scudo, e la corazza manco
gli valse, che s’aprir come una scorza.
Passò il ferro crudel l’omero bianco:
piegò Aldigier ferito a poggia e ad orza;
tra fiori et erbe al fin si vide avolto,
rosso su l’arme, e pallido nel volto.

77
     Con molto ardir vien Ricciardetto appresso;
e nel venire arresta sí gran lancia,
che mostra ben, come ha mostrato spesso,
che degnamente è paladin di Francia:
et al pagan ne facea segno espresso,
se fosse stato pari alla bilancia;
ma sozzopra n’andò, perché il cavallo
gli cadde adosso, e non giá per suo fallo.

78
     Poi ch’altro cavallier non si dimostra,
ch’ai pagan per giostrar volti la fronte,
pensa aver guadagnato de la giostra
la donna, e venne a lei presso alla fonte;
e disse: — Damigella, séte nostra,
s’altri non è per voi ch’in sella monte.
Nol potete negar, né farne iscusa;
che di ragion di guerra cosí s’usa. —

79
     Marfisa, alzando con un viso altiero
la faccia, disse: — Il tuo parer molto erra.
Io ti concedo che diresti il vero,
ch’io sarei tua per la ragion di guerra,
quando mio signor fosse o cavalliero
alcun di questi c’hai gittato in terra.
Io sua non son, né d’altri son che mia:
dunque me tolga a me chi mi desia.