Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/310

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304 canto


88
     Ruggiero in questo mezzo avea seguito
indarno Ippalca per la via del monte;
e trovò, giunto al loco, che partito
per altra via se n’era Rodomonte:
e pensando che lungi non era ito,
e che ’l sentier tenea dritto alla fonte,
trottando in fretta dietro gli venia
per l’orme ch’eran fresche in su la via.

89
     Volse che Ippalca a Montalban pigliasse
la via, ch’una giornata era vicino;
perché s’alla fontana ritornasse,
si torria troppo dal dritto camino.
E disse a lei, che giá non dubitasse
che non s’avesse a ricovrar Frontino:
ben le farebbe a Montalbano, o dove
ella si trovi, udir tosto le nuove.

90
     E le diede la lettera che scrisse
in Agrismonte, e che si portò in seno;
e molte cose a bocca anco le disse,
e la pregò che l’escusasse a pieno.
Ne la memoria Ippalca il tutto fisse,
prese licenzia e voltò il palafreno;
e non cessò la buona messaggera,
ch’in Montalban si ritrovò la sera.

91
     Seguia Ruggiero in fretta il Saracino
per Torme ch’apparian ne la via piana,
ma non lo giunse prima che vicino
con Mandricardo il vide alla fontana.
Giá promesso s’avean che per camino
l’un non farebbe all’altro cosa strana,
né fin ch’al campo si fosse soccorso,
a cui Carlo era appresso a porre il morso.